Povera Italia

Landscapes

PatriaHo finito oggi un libro che mi ha fatto compagnia per circa un  mese. Il titolo è Patria 1978-2010 (. Lo scrittore è Enrico Deaglio.  Giornalista e scrittore di sinistra del quale ricordo  qualche programma televisivo anni fa. Forse Rai 3.

L’idea del libro e’ semplice: ripercorrere 30 anni di storia attraverso i  fatti principali accaduti anno dopo anno. Deaglio e i suoi colleghi hanno rovistato tra ritagli di giornale, video in YouTube, libri e analisi di trent’anni della nostra storia.

Ho finito il libro nel primo pomeriggio. Nell’amaca della veranda del piccolo cottage in bamboo nel quale ci troviamo. A pochi metri dal male. All’orizzonte, si scorge il profile sottile e rarefatto di Mindanao. L’Italia è lontanissima da questa spiaggia nel sud delle Filippine, ma leggere questo libro è stato un po’ come viaggiare tra due paesi lontani .

Ho letto nel parole dell’ultima: ‘Chissà, forse sarebbe stato meglio così.’  Mi sono fermato dopo il punto di interruzione e ho pensato: ‘Povera Italia, quanto male.’

Alla fine ho perso il conto dei morti per suicidio (veri o presunti), morti ammazzati, morti di mafia, morti del terrorismo, morti per delinquenza, morti per ignoranza, morti sul lavoro, morti in incidenti che non hanno senso, dei morti nei terremoti e altri disastri naturali.

Il libro inizia con un morto. O meglio un condannato a morte: Aldo Moro. E continua con al storia tortuosa e bizantina che ci ha portati fino ad oggi ad essere il paese che siamo.

Cosa ricordo di quei giorni? Una immagine di Zaccagnini spinto dalla folla di sostenitori DC che ne scandiscono il nome.Lui che invece li spinge a gridare tutti insieme: ‘Moro, Moro, Moro,…’ Ricordo le auto riempite di proiettili in via Fani e i morti riversi sull’asfalto. Ricordo la Renault rossa. Avevo 11 anni.

Non sapevo bene chi fosse Moro. Sapevo che era un uomo importante. A scuola, il maestro Bonetti, un uomo alto, con mani enormi e con capelli grigi ben pettinati all’indietro e che amava portare un abito marrone, ci aveva parlato delle Brigate Rosse, del terrorismo, dei morti del terrorismo, la stella a cinque punte dei volantini. Del loro significato.

Leggendo il libro di Deaglio la prova di forza (oppure calcolo politico) che portò lo stato a decidere di non  cedere alle richieste dei terroristi fa persino tenerezza. Uno stato forte, una classe politica che non cede al terrorismo deve dimostrare delle basi morali che ne giustifichino le scelte più difficili come quella sulla vita di Moro. Lo deve dimostrare giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Ma non è stato così.

Pagina dopo pagina, scandalo dopo scandalo, arresto dopo arresto il libro di Deaglio descrive il declino inarrestabile di un paese senza meta, senza idee, e forse senza futuro. La forza morale del rifiuto a trattare con i terroristi in realtà non esiste. Il filo conduttore della o delle storie raccontate nel libro di Deaglio è l’interesse personale, l’accumulo di potere e ricchezza per arrivare a domani o al massimo a dopodomani. Descrive l’istinto a non farsi fregare (o meglio, fregare prima di venire fregati), del farsi eleggere in parlamento per sfuggire alla legge. Personaggi mediocri che per brevi periodi sembrano grandi imprenditori e geni della finanza e alla fine si dimostrano solamente dei truffatori neppure tanto originali. Politici corrotti in mano alla mafia. Ministri che vengono nominati nel pieno della crisi economica mondiale più grave dagli anni ’30 i quali hanno la responsabilità di risollevare le politiche industriali e mantenere a galla un’economia che ha sempre fatto fatica i quali non sanno (non vogliono)  a spiegare chi paghi loro l’affitto di una casa con vista sul Colosseo.

Che tristezza. Perchè mi sento così?

Vivo all’estero dal 1996 e dopo tanti anni  e forse è arrivato il momento nel quale più di che in passato sento il bisogno di ricordare quello che è accaduto in Italia nel corso della mia vita e negli anni che ho trascorso all’estero. E’ un misto di nostalgia del tempo che se ne è andato e di rimorso per quello che l’Italia avrebbe potuto essere e potrebbe essere. Sento probabilmente anche un certo senso di colpa. Quel senso di colpa sottile misto al desiderio di tornare il quale che accompagna coloro i quali se ne sono andati dall’Italia e i quali osservano, giudicano (ma non partecipano) nel cercare di cambiare le cose.

Un bel libro. Un viaggio triste ma vero in trenta anni di Italia.

 

Jakarta, 26/10/2014

Blue morning

Sea
image

Blue morning

Blue morning at Kookoos Nest, Zamboanguita, Philippines

Summer sunset in Åland

Sea

The last stage of our summer trip last July has been a ferryboat ride from Stockholm to Helsinki. We left Sweden at about 4pm and by sunset we arrived at the Åland islands. Not a single cloud. The colours were incredible.

Dedicated to my Zia Antonietta.

32 snapshots from a trip by train across Europe

Architecture / Family / Street photography

Today is my birthday and I wanted to make a present to myself by publishing 32 snapshots I took during the Inter Rail tip I did last July with my family. It is not true that Inter Rail can be done only when you are in your twenties Travelling by train again after a long time spent in Southeast Asia  has been a bit like going back in time and re-discover how diverse, interesting, and full of surprises Europe is. Catching trains, booking youth hostels, packing the rucksack has been a great and fun way to travel with my family. I am now back in Jakarta ready for another interesting year living and working in Indonesia.

We Are All a Little Weird

Quotes

“We’re all a little weird and life’s a little weird. And when we find someone who’s weirdness is compatible with ours, we join up with them and fall in mutual weirdness and call it love.”
by Dr. Seuss

My Workspace

Landscapes

I’ve been ask a couple of times to share my work space, so here is a little post to show you how or better where I work and what things are important to me while working.

Since I spend a lot of time on my computer and work desk (my mum would say too much…) I try to make my work space as inspirational an comfortable as possible. So I love to have light colors and some creative things around me, like a notebook, inspirational design magazines, post cards and pictures and drawing materials (pencils, a notebook etc.).

Read More

Throwback Pic

Design

Ellen Throwback

When I was a kid we went on a family vacation to Tuscany, Italy each year. We never stayed in fancy hotel or took a flight back then. We would drive the whole way down from Germany in our old VW station wagon and stayed at a rustic farm house a friend of my parents owned.

For my sister and me this holiday was always a big adventure. We would explore the surrounding countryside with hundreds of olive trees and mysterious hide out places or play with the neighbors kids, whose parents had a huge pheasant farm next door and whose language we didn’t even understand.

Staying in this old Tuscan villa where we could run around all day and just do whatever we loved to do meant total freedom for us back then. I remember feeling like I was an adventurer or a pirate, anything, but definitely not just a little kid from a small town in the south of Germany.

Green web

Landscapes

Green patterns

A papaya leave in our garden in Dumaguete (Philippines)

Dream Bigger

Design / Quotes

“When you set down the path to create art, whatever sort of art it is, understand that the path is neither short nor easy. That means you must determine if the route is worth the effort. If it’s not, dream bigger.”
by Seth Godin

A pagoda in Phnom Penh

Landscapes

Wat Langka in Phnom Penh