Inferno

Non é da poco che vivo in Finlandia, ma ci sono ancora momenti come quelli vissuti questo pomeriggio che mi lasciano stupefatto come se fossi appena arrivato in questo paese del nord.

A un chilometro da casa c’é il lago Näsijärvi, uno dei più grandi del paese. Dopo un lungo periodo di chiusura dovuto ad una ristrutturazione, hanno da poco riaperto la sauna pubblica alla spiaggia di Kaupinoja (http://www.talviuimarit.fi/sauna_in_english/). Si sono andato per la prima volta questo pomeriggio alle cinque. Faceva giá buoi..

Lo spogliatoio per uomini é spartano. Non esistono armadietti e si appendono i vestiti ad appositi ganci al muro. Una volta che si si é cambiati e si é messo il costume da bagno che é obbligatorio, si passa in una mini-stanza con tre sole docce. Dalle docce si passa alla stanza pre-sauna nella quale ci sono panche di legno lungo i muri per sedersi e rilassarsi tra un giro e l’altro. Ho subito notato che il grande tavolo al centro della stanza era invaso di birre e qualche bottiglia d’acqua. Da lí si passa alla sauna. Ho atteso qualche istante prima di entrare per famigliarizzare con il luogo. Entro: Boom!

Mi ritrovo in una grande stanza con due file di panche ai lati disposte su quattro livelli che possono senza dubbio tenere ottanta persone. Quando sono entrato io erano forse quaranta. All’altro lato della stanza una enorme stufa a legna di quasi due metri di altezza altrettanto di diametro emana un calore atomico. Sassi di 5 o 10 chili sono messi in cima alla stufa per raccogliere e trasferire il calore del fuoco. Ai piedi della stufa socche di un metro attendono di essere buttate nella fornace.

Mi guardo attorno e decido di partire con il quarto livello, la panca piú in alto. Mi arrampico con la mia tavoletta di legno sulla quale sedersi e non scottarsi. Appena seduto, mi devo subito abbassare sulle ginocchia per resistere alla temperatura atroce. Resisto tre minuti e volo fuori. Fine del primo giro.

Esco all’aperto. Il sudore sulla mia pelle fuma a più non posso. Un vapore che riempie l’aria fredda e che insieme a quello degli altri clienti viene illuminato dalla fotoelettrica sul tetto della sauna verso il lago e genera una immagine quasi dantesca. Decine di persone fumanti in costume da bagno, alcuni con berrette di cotone altri senza che si muovono nella penombra e che vanno e vengono verso il lago un po’ come il lago come lungo una catena di montaggio.

Rientro in sauna. Sempre con la tavoletta e decido per un cauto secondo livello. Mi guardo attorno. Non c’é termometro: Strano. Ma forse é perché la temperatura é sempre al massimo e quindi non serve a niente. Si apre la porta della sauna ed entra la signora alla quale avevo pagato il biglietto e che si occupa del posto. In tuta da lavoro blu, enormi guanti di pelle tipo macchinista di locomotiva a vapore con i quali apre l’ enorme bocca della fornace e alimenta il fuoco con cinque o sei socche di quelle toste.

Nel frattempo un tipo seduto al quarto livello con berretta azzurra di cotone, capelli a spazzola cortissimi, viso segnato dalle rughe, panza, una vita passata in sauna si impossessa del mestole lungo due metri con il quale alimentare il löyly da una vaschetta piena d’acqua attaccata alla stufa. Si lascia. Non due o tre löyly, ma dodici in una volta!!!. Deposita il mestolone e si siede mani sulle ginocchia guardandosi attorno con aria di sfida. Altri finnici lo guardano un po’ di traverso. La temperatura già torrida, sale ulteriormente. Qualcuno al quarto livello vola fuori, il tipo con la berretta azzurra resiste. Al secondo livello la botta arriva dopo, ma arriva. Devo uscire di nuovo.

Respiro a pieni polmoni l’aria fresca e ma avvicino alla scala che porta al lago per il bagno. Una scala rivestita di gomma che scende dolcemente verso l’acqua. Larga un po’ più di un metro ha uno scorrimano nel centro: A destra dello scorrimano si scende verso il lago, a sinistra dello scorrimano si risale verso la terrazza di fronte alla sauna. Siamo in fila . Conto tre uomini davanti a me e due dietro. Scendiamo. Conto gli scalini, uno, due, tre, quattro … divento nervoso … dieci, undici, dodici … inizio ad avere paura ma non mi posso tirare indietro …. venti, ventuno, ventidue …. l’acqua nera é vicinissima … venticinque, ventisei … gli scalini entrano nell’acqua così come lo scorrimano … ventotto, ventinove … ecco ci siamo … trenta: la botta!. Mi sento come trascinato da quelli davanti a me che senza problemi nuotano i due interminabili metri fino alla fine dello scorrimano e poi tornano indietro per risalire lungo la scala. L’acqua é una mazzata, supero quello davanti a me che nuota una rana rilassata e mi guarda con curiosità. Passo attorno allo scorrimano e spingo sugli scalini per uscire dall’acqua. Ho dolori dappertutto. Risalgo lentamente e quando arrivo alla terrazza della sauna due clienti parlano della temperatura dell’acqua e uno dice all’altro: oggi é calda, no?

Rientro in sauna. Il tipo con la berretta non c’é. Mi siedo di nuovo al secondo livello. Parecchie persone portano scarpine di gomma per windsurf, ma a giudicare dall’età e stato fisco ben pochi lo praticano. Quindi vanno magari definite scarpe da sauna invernale. Alcuni tengono le berrette anche in sauna. La porta si apre, entra la berretta azzurra e va di nuovo ad impossessarsi del mestolone al quarto livello. Altri e non solo io lo guardano male. Di nuovo dodici o tredici löyly micidiali. Più che facce rilassate vedo facce sofferenti attorno a me. Comunque resisto: Sento di avere preso il ritmo giusto. Sauna, seduta all’aria fresca, seduta in stanza riposo davanti alle birre, e di nuovo in sauna. Un ritmo più rilassato e più adeguato. Faccio altri quattro o cinque giri. Alla fine sono così stremato che neppure il tipo con la berretta azzurra mi fa più paura.

Ultimo giro e doccia. Apro il rubinetto, c’é solo acqua fredda a temperatura di lago. Ma ormai questo é niente.

 

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